I RIO IN VINILE (Capitolo 4) “Fabio”

Sono cresciuto ascoltando i vinili (non molti in verità, due o tre 45giri e una decina di enormi 33), di mio padre e la dolce voce di mia madre.
Ho sempre l’immagine di lei che canta le sue canzoni di quando era ragazza, mentre lavora all’uncinetto seduta vicino alla finestra, persa dentro ad un raggio di sole.

In sala, nascosto dentro ad un mobile, c’era questo bel giradischi rosso e bianco che molto spesso capitava tra le mie mani…
E lì come un mini-dj mi perdevo per ore ed ore a mettere su oltre che ai meravigliosi 45 giri di Fiabe (vedi ad esempio: “A mille ce n’e”), i dischi di Claudio Villa, Johnny Dorelli, il Quartetto Cetra e tanti, tanti altri che nel tempo, lentamente sono entrati in casa nostra, quando la possibilità economica, lo permetteva.

I RIO IN VINILE (Capitolo 3) “Paddo”

TINA TURNER MI HA SEMPRE FATTO PAURA

Nascendo nel 1985 tutta la mia generazione ha saltato a piedi pari l’epoca del vinile, ma nonostante questo, in un qualche modo io, un legame con quell’enorme disco nero ce l’ho.

Ricordo come se fosse ieri la sveglia di mio padre la domenica mattina con un bel vinile a tutto volume!
E la giornata partiva benissimo!

Ogni settimana, era un disco diverso :
The Police, Stevie Wonder, R.E.M., The Clash, Gino Paoli, Bob Marley, Zucchero, Simply Red, Elvis Presley, Eurythmics, Supertramp, Rolling Stones…etc