C’è solo un’occasione per avere una prima impressione

I primi giorni sono tutti di scoperta. Bisogna prendersi le misure, ascoltare tanto, capirsi su tutto. Il tempo a disposizione non gioca a nostro favore, ma tutti vogliamo fare bene. No, benissimo.

Benissimo perché è un disco che se lo merita, io credo. Sia per i pezzi che, per il poco che ho sentito fino ad ora, sono UNA BOMBA, sia per le persone che mi sembrano essere i Rio fino a qui.

Vi racconto un po’ le impressioni a caldo, perché c’è solo un’occasione per avere una prima impressione, no?
Andiamo con ordine.

Il primo che ho conosciuto è Luca, il manager.
Il collante di tutto, il fluidificatore di persone e processi. Prima impressione: è sul pezzissimo! Sospetto che sarà lui ad avere le risposte a tutte le mie domande, tra cui quella fondamentale sull’universo, la vita e tutto il resto.

Fabio, beh.. cercherò di essere il più oggettiva possibile.
Voi non ditegli niente eh, ma io cerco di prenderlo da lontano perché qui c’ho il fortissimo sospetto che ci legheremo tantissimo. Adoro le persone attente agli altri, che osservano, analizzano e poi agiscono. Vi ho raccontato dei miei occhi lucidi.. ecco, alla fine sì, aveva ragione lui, mi ero presa il raffreddore. Poi una volta sono stata zitta per probabilmente un pelo in più e “sei stanca Ali?”. Oppure mentre eravamo fuori per un video: “tutto ok? hai preso freddo?”.
E poi è carichissimo! Lo dovreste vedere quando mi parla di questo disco!
Dire che gli brillano gli occhi sarebbe riduttivo.

Paddo. Paddo è stranissimo. Alterna in pari misura il suo essere un blocco di marmo, all’essere il “re della kumpa”. Mi incuriosisce molto. Me l’hanno descritto come “il giovane vecchio”, ma anche questo voi non diteglielo. Lo capirò un pezzo alla volta.

Gio mi mette un sacco soggezione. Sarà che è alto un chilometro e mezzo e ha due occhi di ghiaccio sotto l’ombra del cappello Gibson che porta sempre. I primissimi giorni della mia presenza al Busker studio è sempre stato preso sulle chitarre, una sessione dietro l’altra, con poche pause. Molto molto bello, chitarre allegre e belle incazzate quando serve.
Una cosa su tutte mi ha colpito: ha delle mani enormi! Mi è caduto l’occhio mentre registrava delle parti con una tastierina.. ecco forse la tastiera era grande come le altre, ma sotto le sue mani sembrava la pianola Bontempi.

Bronski.
Eh. Ciao Bronski, sono l’Alice, ti prego se stai leggendo non mi odiare, giuro che vengo in pace eh! Ti girerò intorno per un po’ facendoti foto e video, ma tu porta pazienza, credimi, sono innocua! Giuro! Diventiamo amici?
☐ Sì
☐ No
☐ Ci devo pensare

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